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		<title>ANESV - Articoli</title>
						<link>http://www.anesv.it/articoli.php</link>
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				<language>it-IT</language>
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					<title>Lavoro accessorio</title>
					<link>http://www.anesv.it/articoli.php?title=lavoro_accessorio&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1</link>
					<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 06:50:21 +0000</pubDate>
					<dc:creator>admin</dc:creator>
					<category domain="main">Leggi e finanze</category>					<guid isPermaLink="false">112@http://www.anesv.it/</guid>
					<description>Ancora una conferma del fatto che i buoni lavoro possano essere utilizzati anche nel nostro settore. Questa volta per&#242; il ministero cita espressamente non solo i parchi tematici, ma anche quelli naturalistici, acquatici e parchi avventura. Una impresa aderente ci aveva segnalato che una sede emiliana di una nota Confederazione del commercio aveva in tutti i modi sconsigliato l'utilizzo del lavoro accessorio nel parco divertimenti, sostenendo, tra l'altro, che tale istituto non sia applicabile al settore dello spettacolo perch&#233; i lavoratori del nostro settore sono soggetti alla contribuzione ENPALS. Abbiamo pertanto indirizzato una richiesta di interpello al Ministero del lavoro, che ha ribadito che &#232; possibile avvalersi dei voucher per il lavoro accessorio anche relativamente a tutte le tipologie di parchi di divertimento. Viene tuttavia evidenziato che tale forma di lavoro subordinato deve essere svolta &#8221;direttamente a favore dell&#8217;utilizzatore della prestazione, senza il tramite di intermediari&#8221;



INTERPELLO N. 21/2010
Roma, 9 giugno 2010
Ministero del Lavoro
e delle Politiche Sociali
DIREZIONE GENERALE PER L&#8217;ATTIVIT&#192; ISPETTIVA
Alla Associazione Nazionale Esercenti Spettacoli
Viaggianti e Parchi
Via di Villa Patrizi 10
00161 Roma
Prot. 25/I/0010261
Oggetto: art. 9, D.Lgs. n. 124/2004 &#8211; lavoro accessorio nei parchi di divertimento.
L&#8217;Associazione Nazionale Esercenti Spettacoli Viaggianti e Parchi ha avanzato istanza di
interpello per conoscere il pare di questa Direzione in merito alla possibilit&#224; di ricorrere all&#8217;utilizzo
del lavoro accessorio nei parchi divertimento (acquatici, tematici, naturalistici e parchi avventura)
nel caso in cui parte dei dipendenti sia assoggettabile alla contribuzione ENPALS.
Al riguardo, acquisito il parere della Direzione generale della Tutela delle Condizioni di
Lavoro, si rappresenta quanto segue.
La platea dei prestatori di lavoro occasionale accessorio e la tipologia delle attivit&#224; cui si
applica l&#8217;istituto sono state ampliate da diversi interventi normativi, tra i quali si ricordano il D.L. n.
112/2008 (conv. da L. n. 133/2008) e, da ultimo, la L. n. 191/2009 (Finanziaria 2010).
Le modifiche normative hanno comportato non solo l&#8217;ampliamento del campo di applicazione
del lavoro accessorio dal punto di vista sia soggettivo che oggettivo, ma anche una maggior
semplificazione nell&#8217;utilizzo dello stesso e dei c.d. buoni lavoro/voucher che, come noto,
incorporano la copertura previdenziale e assicurativa del singolo lavoratore, il quale ha la
possibilit&#224;, in tal modo, di integrare il suo reddito senza imposizioni fiscali e senza alcuna incidenza
sul suo stato di disoccupato o inoccupato.
Ci&#242; premesso va dunque osservato che il Legislatore, nell&#8217;individuare il campo applicativo
del lavoro accessorio, non ha inteso introdurre limitazioni legate alla circostanza che la
prestazione resa sia assoggettabile a contribuzione ENPALS, attesa peraltro la specificit&#224; della
disciplina de quo che, come detto, ha individuato esclusivamente limiti soggettivi e/o oggettivi per
l&#8217;utilizzo dei voucher.
In tal senso si ritiene pertanto che anche nei parchi divertimento, laddove sussistano le
condizioni per l&#8217;applicazione del lavoro accessorio &#8211; ad esempio in applicazione dell&#8217;art. 70,
comma 1 lett. e), del D.Lgs. n. 276/2003 (&#8220;qualsiasi settore produttivo (&#8230;) il sabato e la domenica
e durante i periodi di vacanza da parte di giovani con meno di venticinque anni di et&#224; se
regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado,
2
compatibilmente con gli impegni scolastici, ovvero in qualunque periodo dell&#8217;anno se regolarmente
iscritti a un ciclo di studi presso l&#8217;universit&#224;&#8221;) &#8211; possa essere utilizzato tale strumento, senza che
rilevi la circostanza secondo cui le prestazioni rese siano astrattamente assoggettabili a
contribuzione ENPALS.
Si coglie tuttavia l&#8217;occasione per ribadire quanto gi&#224; evidenziato dall&#8217;INPS, con circ. n.
88/2009, secondo cui &#8220;la natura di accessoriet&#224; comporta che le attivit&#224; disciplinate dall&#8217;articolo
70 del citato decreto legislativo n. 276/2003 debbano essere svolte direttamente a favore
dell&#8217;utilizzatore della prestazione, senza il tramite di intermediari. Il ricorso ai buoni lavoro &#232;
dunque limitato al rapporto diretto tra prestatore e utilizzatore finale, mentre &#232; escluso che una
impresa possa reclutare e retribuire lavoratori per svolgere prestazioni a favore di terzi come nel
caso dell&#8217;appalto o della somministrazione&#8221;. Tale precisazione trova peraltro conferma nella
circostanza secondo cui l&#8217;utilizzo del lavoro accessorio nell&#8217;ambito degli appalti &#232; esplicitamente
previsto solo con riferimento al servizio di stewarting negli stadi di calcio, atteso che il D.M. 24
febbraio 2010 (di modifica del D.M. 8 agosto 2007) ha previsto che &#8220;per lo svolgimento dei predetti
servizi le societ&#224; organizzatrici, gli istituti di sicurezza privata autorizzati, le agenzie di
somministrazione e le altre societ&#224; appaltatrici dei servizi possono ricorrere a tutte le forme di
lavoro subordinato, compreso il lavoro intermittente, e a prestazioni di lavoro occasionale
accessorio di cui al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276&#8221;.
IL DIRETTORE GENERALE
(f.to Paolo Pennesi)


------------------------------------

Cosa &#232; il lavoro occasionale di tipo accessorio e cosa sono i voucher
Il lavoro occasionale di tipo accessorio &#232; una particolare forma di lavoro subordinato, introdotto dalla l. n. 30/2003 per regolamentare i lavori occasionali. I voucher sono una sorta di assegni con cui vengono pagate le prestazioni di lavoro occasionale di tipo accessorio

Chi pu&#242; essere il committente
I committenti (cio&#232; coloro che impiegano prestatori di lavoro occasionale) possono essere aziende, famiglie, privati, imprese familiari operanti nei settori del commercio, turismo e servizi, imprenditori agricoli, enti senza fini di lucro.  

Chi pu&#242; lavorare con i voucher
I prestatori che possono accedere al lavoro occasionale accessorio sono:
- Pensionati (titolari di trattamento pensionistico in regime obbligatorio)
- Studenti, ovvero &#8220;i giovani con meno di 25 anni di et&#224;, regolarmente iscritti ad un ciclo di studi presso l'Universit&#224; o istituto scolastico di ogni ordine e grado&#8221;. I giovani debbono, comunque, aver compiuto i 16 anni di et&#224;. I minorenni, debbono possedere autorizzazione alla prestazione di lavoro occasionale da parte dei genitori.
- Lavoratori in cassa integrazione/mobilit&#224; e disoccupati (anche percettori di indennit&#224; di disoccupazione)

Limiti economici
I prestatori possono svolgere attivit&#224; di lavoro occasionale:
&#8226;in generale fino ad un limite economico di 5.000 euro netti (6.660,00 euro lordi) per singolo committente nell&#8217;anno solare;
&#8226;nel caso di percettori di prestazioni integrative o di sostegno al reddito (es. cassaintegrati), fino ad un limite economico di 3.000 euro netti complessivi per anno solare e non per singolo committente.

Quanto vale un voucher
Il valore nominale di un voucher &#232; pari a 10 euro. Esiste anche un voucher &#8216;multiplo&#8217; del valore di 50 euro, equivalente a cinque buoni non separabili. Il valore nominale comprende la contribuzione in favore della gestione separata dell'INPS (13%), che viene accreditata sulla posizione individuale contributiva del prestatore; di quella in favore dell'INAIL per l'assicurazione anti-infortuni (7%) e di un compenso al concessionario (Poste), per la gestione del servizio (5%). Il valore netto del voucher da 10 euro nominali, cio&#232; il corrispettivo netto della prestazione, in favore del prestatore, &#232; quindi pari a 7,50 euro. Il valore netto del buono &#8216;multiplo&#8217; da 50 euro, cio&#232; il corrispettivo netto della prestazione, in favore del lavoratore, &#232; quindi pari a 37,50 euro. I buoni (voucher) sono disponibili per l'acquisto su tutto il territorio nazionale attraverso l' INPS &#8211; presso gli sportelli e anche online - e presso i tabaccai autorizzati.

Riscossione dei voucher
La riscossione dei buoni da parte dei prestatori/lavoratori pu&#242; avvenire presso tutti gli uffici postali sul territorio nazionale e i tabaccai autorizzati.


</description>
					<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora una conferma del fatto che i buoni lavoro possano essere utilizzati anche nel nostro settore. Questa volta per&#242; il ministero cita espressamente non solo i parchi tematici, ma anche quelli naturalistici, acquatici e parchi avventura. Una impresa aderente ci aveva segnalato che una sede emiliana di una nota Confederazione del commercio aveva in tutti i modi sconsigliato l'utilizzo del lavoro accessorio nel parco divertimenti, sostenendo, tra l'altro, che tale istituto non sia applicabile al settore dello spettacolo perch&#233; i lavoratori del nostro settore sono soggetti alla contribuzione ENPALS. Abbiamo pertanto indirizzato una richiesta di interpello al Ministero del lavoro, che ha ribadito che &#232; possibile avvalersi dei voucher per il lavoro accessorio anche relativamente a tutte le tipologie di parchi di divertimento. Viene tuttavia evidenziato che tale forma di lavoro subordinato deve essere svolta &#8221;direttamente a favore dell&#8217;utilizzatore della prestazione, senza il tramite di intermediari&#8221;</p>



<p>INTERPELLO N. 21/2010<br />
Roma, 9 giugno 2010<br />
Ministero del Lavoro<br />
e delle Politiche Sociali<br />
DIREZIONE GENERALE PER L&#8217;ATTIVIT&#192; ISPETTIVA<br />
Alla Associazione Nazionale Esercenti Spettacoli<br />
Viaggianti e Parchi<br />
Via di Villa Patrizi 10<br />
00161 Roma<br />
Prot. 25/I/0010261<br />
Oggetto: art. 9, D.Lgs. n. 124/2004 &#8211; lavoro accessorio nei parchi di divertimento.<br />
L&#8217;Associazione Nazionale Esercenti Spettacoli Viaggianti e Parchi ha avanzato istanza di<br />
interpello per conoscere il pare di questa Direzione in merito alla possibilit&#224; di ricorrere all&#8217;utilizzo<br />
del lavoro accessorio nei parchi divertimento (acquatici, tematici, naturalistici e parchi avventura)<br />
nel caso in cui parte dei dipendenti sia assoggettabile alla contribuzione ENPALS.<br />
Al riguardo, acquisito il parere della Direzione generale della Tutela delle Condizioni di<br />
Lavoro, si rappresenta quanto segue.<br />
La platea dei prestatori di lavoro occasionale accessorio e la tipologia delle attivit&#224; cui si<br />
applica l&#8217;istituto sono state ampliate da diversi interventi normativi, tra i quali si ricordano il D.L. n.<br />
112/2008 (conv. da L. n. 133/2008) e, da ultimo, la L. n. 191/2009 (Finanziaria 2010).<br />
Le modifiche normative hanno comportato non solo l&#8217;ampliamento del campo di applicazione<br />
del lavoro accessorio dal punto di vista sia soggettivo che oggettivo, ma anche una maggior<br />
semplificazione nell&#8217;utilizzo dello stesso e dei c.d. buoni lavoro/voucher che, come noto,<br />
incorporano la copertura previdenziale e assicurativa del singolo lavoratore, il quale ha la<br />
possibilit&#224;, in tal modo, di integrare il suo reddito senza imposizioni fiscali e senza alcuna incidenza<br />
sul suo stato di disoccupato o inoccupato.<br />
Ci&#242; premesso va dunque osservato che il Legislatore, nell&#8217;individuare il campo applicativo<br />
del lavoro accessorio, non ha inteso introdurre limitazioni legate alla circostanza che la<br />
prestazione resa sia assoggettabile a contribuzione ENPALS, attesa peraltro la specificit&#224; della<br />
disciplina de quo che, come detto, ha individuato esclusivamente limiti soggettivi e/o oggettivi per<br />
l&#8217;utilizzo dei voucher.<br />
In tal senso si ritiene pertanto che anche nei parchi divertimento, laddove sussistano le<br />
condizioni per l&#8217;applicazione del lavoro accessorio &#8211; ad esempio in applicazione dell&#8217;art. 70,<br />
comma 1 lett. e), del D.Lgs. n. 276/2003 (&#8220;qualsiasi settore produttivo (&#8230;) il sabato e la domenica<br />
e durante i periodi di vacanza da parte di giovani con meno di venticinque anni di et&#224; se<br />
regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado,<br />
2<br />
compatibilmente con gli impegni scolastici, ovvero in qualunque periodo dell&#8217;anno se regolarmente<br />
iscritti a un ciclo di studi presso l&#8217;universit&#224;&#8221;) &#8211; possa essere utilizzato tale strumento, senza che<br />
rilevi la circostanza secondo cui le prestazioni rese siano astrattamente assoggettabili a<br />
contribuzione ENPALS.<br />
Si coglie tuttavia l&#8217;occasione per ribadire quanto gi&#224; evidenziato dall&#8217;INPS, con circ. n.<br />
88/2009, secondo cui &#8220;la natura di accessoriet&#224; comporta che le attivit&#224; disciplinate dall&#8217;articolo<br />
70 del citato decreto legislativo n. 276/2003 debbano essere svolte direttamente a favore<br />
dell&#8217;utilizzatore della prestazione, senza il tramite di intermediari. Il ricorso ai buoni lavoro &#232;<br />
dunque limitato al rapporto diretto tra prestatore e utilizzatore finale, mentre &#232; escluso che una<br />
impresa possa reclutare e retribuire lavoratori per svolgere prestazioni a favore di terzi come nel<br />
caso dell&#8217;appalto o della somministrazione&#8221;. Tale precisazione trova peraltro conferma nella<br />
circostanza secondo cui l&#8217;utilizzo del lavoro accessorio nell&#8217;ambito degli appalti &#232; esplicitamente<br />
previsto solo con riferimento al servizio di stewarting negli stadi di calcio, atteso che il D.M. 24<br />
febbraio 2010 (di modifica del D.M. 8 agosto 2007) ha previsto che &#8220;per lo svolgimento dei predetti<br />
servizi le societ&#224; organizzatrici, gli istituti di sicurezza privata autorizzati, le agenzie di<br />
somministrazione e le altre societ&#224; appaltatrici dei servizi possono ricorrere a tutte le forme di<br />
lavoro subordinato, compreso il lavoro intermittente, e a prestazioni di lavoro occasionale<br />
accessorio di cui al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276&#8221;.<br />
IL DIRETTORE GENERALE<br />
(f.to Paolo Pennesi)</p>


<p>------------------------------------</p>

<p><strong>Cosa &#232; il lavoro occasionale di tipo accessorio e cosa sono i voucher</strong><br />
Il lavoro occasionale di tipo accessorio &#232; una particolare forma di lavoro subordinato, introdotto dalla l. n. 30/2003 per regolamentare i lavori occasionali. I voucher sono una sorta di assegni con cui vengono pagate le prestazioni di lavoro occasionale di tipo accessorio</p>

<p><strong>Chi pu&#242; essere il committente</strong><br />
I committenti (cio&#232; coloro che impiegano prestatori di lavoro occasionale) possono essere aziende, famiglie, privati, imprese familiari operanti nei settori del commercio, turismo e servizi, imprenditori agricoli, enti senza fini di lucro.  </p>

<p><strong>Chi pu&#242; lavorare con i voucher</strong><br />
I prestatori che possono accedere al lavoro occasionale accessorio sono:<br />
- Pensionati (titolari di trattamento pensionistico in regime obbligatorio)<br />
- Studenti, ovvero &#8220;i giovani con meno di 25 anni di et&#224;, regolarmente iscritti ad un ciclo di studi presso l'Universit&#224; o istituto scolastico di ogni ordine e grado&#8221;. I giovani debbono, comunque, aver compiuto i 16 anni di et&#224;. I minorenni, debbono possedere autorizzazione alla prestazione di lavoro occasionale da parte dei genitori.<br />
- Lavoratori in cassa integrazione/mobilit&#224; e disoccupati (anche percettori di indennit&#224; di disoccupazione)</p>

<p><strong>Limiti economici</strong><br />
I prestatori possono svolgere attivit&#224; di lavoro occasionale:<br />
&#8226;in generale fino ad un limite economico di 5.000 euro netti (6.660,00 euro lordi) per singolo committente nell&#8217;anno solare;<br />
&#8226;nel caso di percettori di prestazioni integrative o di sostegno al reddito (es. cassaintegrati), fino ad un limite economico di 3.000 euro netti complessivi per anno solare e non per singolo committente.</p>

<p><strong>Quanto vale un voucher</strong><br />
Il valore nominale di un voucher &#232; pari a 10 euro. Esiste anche un voucher &#8216;multiplo&#8217; del valore di 50 euro, equivalente a cinque buoni non separabili. Il valore nominale comprende la contribuzione in favore della gestione separata dell'INPS (13%), che viene accreditata sulla posizione individuale contributiva del prestatore; di quella in favore dell'INAIL per l'assicurazione anti-infortuni (7%) e di un compenso al concessionario (Poste), per la gestione del servizio (5%). Il valore netto del voucher da 10 euro nominali, cio&#232; il corrispettivo netto della prestazione, in favore del prestatore, &#232; quindi pari a 7,50 euro. Il valore netto del buono &#8216;multiplo&#8217; da 50 euro, cio&#232; il corrispettivo netto della prestazione, in favore del lavoratore, &#232; quindi pari a 37,50 euro. I buoni (voucher) sono disponibili per l'acquisto su tutto il territorio nazionale attraverso l' INPS &#8211; presso gli sportelli e anche online - e presso i tabaccai autorizzati.</p>

<p><strong>Riscossione dei voucher</strong><br />
La riscossione dei buoni da parte dei prestatori/lavoratori pu&#242; avvenire presso tutti gli uffici postali sul territorio nazionale e i tabaccai autorizzati.</p>


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				</item>
								<item>
					<title>Registrazione delle attrazioni. Emanata la circolare</title>
					<link>http://www.anesv.it/articoli.php?title=registrazione_delle_attrazioni_emanata_l&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1</link>
					<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 15:18:34 +0000</pubDate>
					<dc:creator>admin</dc:creator>
					<category domain="main">Leggi e finanze</category>					<guid isPermaLink="false">105@http://www.anesv.it/</guid>
					<description>Dallo scorso febbraio l'ANESV ha iniziato a segnalare al Ministero dell'interno il fatto che le procedure di registrazione delle decine di migliaia di attrazioni usate andavano a rilento, a causa della mancata emanazione di un provvedimento applicativo del DM 18 maggio 2007. Non &#232; infatti pensabile che oltre 8.000 Comuni siano nelle condizioni di attuare una procedura che prevede aspetti complessi (modulistica, verifiche documentali e sul posto, realizzazione di una targhetta uniformata ecc.) attraverso la interpretazione di un decreto composto di 5 articoli.

Nonostante i ripetuti solleciti, solo alla fine di novembre &#232; stato possibile esporre ai rappresentanti del Ministro Maroni tale situazione, evidenziando che si correva il rischio che quasi tutte le attrazioni presenti in Italia dovessero cessare l'esercizio il 12 dicembre. Insomma un Natale senza giostre. Peraltro le voci che circolavano, confermate da dirigenti ministeriali e da un autorevole esponente del Governo, indicavano che un provvedimento di proroga del termine fosse alla firma del Ministro. Non era cos&#236;: &#232; stato da subito chiaro che il differimento del termine non era nelle intenzioni del Ministro, il quale ha tuttavia compreso le ragioni degli esercenti. Il 1&#176;dicembre &#232; stata quindi emanata la circolare 114, che pubblichiamo, nella quale il Ministero individua una disposizione transitoria che consente ai titolari delle attrazioni in esercizio di continuare a svolgere l'attivit&#224;. E' stato confermato che tutte le imprese del settore devono comunque rispettare il termine del 12 dicembre per la presentazione delle istanze di registrazione, il cui procedimento potr&#224; tuttavia essere concluso entro il 31 dicembre 2010. La circolare ha generato alcuni interrogativi negli uffici comunali, in quanto il comunicato-stampa ministeriale che la commenta indica che l'obbligo riguarderebbe la presentazione dell'istanza - quindi anche se priva dei documenti tecnici previsti dal decreto citato - mentre la norma transitoria con la quale si conclude la circolare farebbe riferimento al primo comma dell'art. 5, che prevede invece un'istanza corredata della documentazione. Questo dubbio ha fatto s&#236; che nella maggior parte degli uffici comunali i dirigenti hanno compreso lo spirito del provvedimento ed hanno accolto le istanze da integrare, mentre in alcuni casi l'Associazione &#232; dovuta intervenire per segnalare che in Italia non &#232; proibito presentare istanze incomplete, e che l'art. 6 della l. 241\90 prevede che il responsabile del procedimento richieda successivamente i documenti mancanti. Inoltre sembra poco razionale che la disposizione transitoria che concede pi&#249; di un anno di tempo per ottenere il numero identificativo sia stata emanata a beneficio dei soli uffici comunali - come qualcuno ha affermato - e non anche dell'altro soggetto coinvolto nel procedimento, ovvero del richiedente. Su questo punto l'Associazione ha presentato nei giorni scorsi un articolato quesito interpretativo e si attendono pertanto chiarimenti da parte degli uffici ministeriali. 

Sono molte le indicazioni della circolare, che ci riserviamo di commentare in un secondo tempo. Tuttavia una parte &#232; utile evidenziare; essa riguarda le verifiche da parte delle Commissioni di vigilanza. L'art. 1 della circolare prevede che la Commissione effettui verifiche sulla corrispondenza dell'attrazione a quanto descritto nei documenti presentati, verificando l'idoneit&#224; formale senza entrare nel merito &#8220;tecnico&#8221; della documentazione.  Questo aspetto &#232; particolarmente interessante per le Commissioni, anche sul piano delle responsabilit&#224; dei componenti.  Altre preziose indicazioni riguardano le attrazioni che comportano sollecitazioni per il pubblico.

Certamente molti si aspettavano un provvedimento di "proroga" che non c'&#232; stato, tuttavia non si pu&#242; disconoscere il fatto che lo staff del Ministro abbia completata ed emanato in una settimana la tanto attesa circolare - il cui testo era noto da oltre un anno ma stentava a vedere la luce - in una settimana, rispondendo con un atto concreto alle critiche mosse dai rappresentanti degli esercenti. Certamente se l'azione degli esponenti dei Comuni italiani, l'ANCI soprattutto - sebbene sollecitata ampiamente - fosse stata pi&#249; incisiva, probabilmente il Ministero si sarebbe mosso con qualche mese di anticipo. Sembra infatti incredibile che sia l'ANESV a fare consulenza a centinaia di uffici comunali, occupando un ruolo che compete ad altri. Quelle dal 1 al 12 dicembre sono state giornate molto impegnative per gli uffici nazionali e per quelli delle Sezioni territoriali, oltre che per molti esponenti associativi. L'Associazione ha svolto in dieci giorni e con una festivit&#224; di mezzo, un ruolo fondamentale, consentendo all'intera Categoria di ricevere immediate informazioni e, soprattutto, ha scongiurato il rischio di un Natale senza lavoro per la maggior parte delle imprese del settore.

Maurizio Crisanti



-----------------------------------------------


Diverse centinaia di telefonate, 750 email e newsletter, 1000 messaggi SMS, oltre 100 fax, oltre 3.500 pagine viste nei siti internet associativi, assemblee affollate in molte Sezioni territoriali. Questi i numeri dell'attivit&#224; associativa, dalla sera del 1&#176; Dicembre - la circolare &#232; stata resa nota alle 18,30 e gi&#224; alle 21 tutti i soggetti registrati alla newsletter di Parchi Permanenti Italiani avevano ricevuto la comunicazione - fino al 12 del mese. Un lavoro importante, del quale hanno beneficiato i Soci, ai quali &#232; stato fornito il modulo per la presentazione dell'istanza, ed inevitabilmente anche soggetti non rappresentati, nell'ambito delle Amministrazioni comunali, nello spettacolo viaggiante e circense, nei parchi di permanenti di divertimento e tra le imprese costruttrici di attrazioni. </description>
					<content:encoded><![CDATA[<p>Dallo scorso febbraio l'ANESV ha iniziato a segnalare al Ministero dell'interno il fatto che le procedure di registrazione delle decine di migliaia di attrazioni usate andavano a rilento, a causa della mancata emanazione di un provvedimento applicativo del DM 18 maggio 2007. Non &#232; infatti pensabile che oltre 8.000 Comuni siano nelle condizioni di attuare una procedura che prevede aspetti complessi (modulistica, verifiche documentali e sul posto, realizzazione di una targhetta uniformata ecc.) attraverso la interpretazione di un decreto composto di 5 articoli.</p>

<p>Nonostante i ripetuti solleciti, solo alla fine di novembre &#232; stato possibile esporre ai rappresentanti del Ministro Maroni tale situazione, evidenziando che si correva il rischio che quasi tutte le attrazioni presenti in Italia dovessero cessare l'esercizio il 12 dicembre. Insomma un Natale senza giostre. Peraltro le voci che circolavano, confermate da dirigenti ministeriali e da un autorevole esponente del Governo, indicavano che un provvedimento di proroga del termine fosse alla firma del Ministro. Non era cos&#236;: &#232; stato da subito chiaro che il differimento del termine non era nelle intenzioni del Ministro, il quale ha tuttavia compreso le ragioni degli esercenti. Il 1&#176;dicembre &#232; stata quindi emanata la circolare 114, che pubblichiamo, nella quale il Ministero individua una disposizione transitoria che consente ai titolari delle attrazioni in esercizio di continuare a svolgere l'attivit&#224;. E' stato confermato che tutte le imprese del settore devono comunque rispettare il termine del 12 dicembre per la presentazione delle istanze di registrazione, il cui procedimento potr&#224; tuttavia essere concluso entro il 31 dicembre 2010. La circolare ha generato alcuni interrogativi negli uffici comunali, in quanto il comunicato-stampa ministeriale che la commenta indica che l'obbligo riguarderebbe la presentazione dell'istanza - quindi anche se priva dei documenti tecnici previsti dal decreto citato - mentre la norma transitoria con la quale si conclude la circolare farebbe riferimento al primo comma dell'art. 5, che prevede invece un'istanza corredata della documentazione. Questo dubbio ha fatto s&#236; che nella maggior parte degli uffici comunali i dirigenti hanno compreso lo spirito del provvedimento ed hanno accolto le istanze da integrare, mentre in alcuni casi l'Associazione &#232; dovuta intervenire per segnalare che in Italia non &#232; proibito presentare istanze incomplete, e che l'art. 6 della l. 241\90 prevede che il responsabile del procedimento richieda successivamente i documenti mancanti. Inoltre sembra poco razionale che la disposizione transitoria che concede pi&#249; di un anno di tempo per ottenere il numero identificativo sia stata emanata a beneficio dei soli uffici comunali - come qualcuno ha affermato - e non anche dell'altro soggetto coinvolto nel procedimento, ovvero del richiedente. Su questo punto l'Associazione ha presentato nei giorni scorsi un articolato quesito interpretativo e si attendono pertanto chiarimenti da parte degli uffici ministeriali. </p>

<p>Sono molte le indicazioni della circolare, che ci riserviamo di commentare in un secondo tempo. Tuttavia una parte &#232; utile evidenziare; essa riguarda le verifiche da parte delle Commissioni di vigilanza. L'art. 1 della circolare prevede che la Commissione effettui verifiche sulla corrispondenza dell'attrazione a quanto descritto nei documenti presentati, verificando l'idoneit&#224; formale senza entrare nel merito &#8220;tecnico&#8221; della documentazione.  Questo aspetto &#232; particolarmente interessante per le Commissioni, anche sul piano delle responsabilit&#224; dei componenti.  Altre preziose indicazioni riguardano le attrazioni che comportano sollecitazioni per il pubblico.</p>

<p>Certamente molti si aspettavano un provvedimento di "proroga" che non c'&#232; stato, tuttavia non si pu&#242; disconoscere il fatto che lo staff del Ministro abbia completata ed emanato in una settimana la tanto attesa circolare - il cui testo era noto da oltre un anno ma stentava a vedere la luce - in una settimana, rispondendo con un atto concreto alle critiche mosse dai rappresentanti degli esercenti. Certamente se l'azione degli esponenti dei Comuni italiani, l'ANCI soprattutto - sebbene sollecitata ampiamente - fosse stata pi&#249; incisiva, probabilmente il Ministero si sarebbe mosso con qualche mese di anticipo. Sembra infatti incredibile che sia l'ANESV a fare consulenza a centinaia di uffici comunali, occupando un ruolo che compete ad altri. Quelle dal 1 al 12 dicembre sono state giornate molto impegnative per gli uffici nazionali e per quelli delle Sezioni territoriali, oltre che per molti esponenti associativi. L'Associazione ha svolto in dieci giorni e con una festivit&#224; di mezzo, un ruolo fondamentale, consentendo all'intera Categoria di ricevere immediate informazioni e, soprattutto, ha scongiurato il rischio di un Natale senza lavoro per la maggior parte delle imprese del settore.</p>

<p>Maurizio Crisanti</p>



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<p>Diverse centinaia di telefonate, 750 email e newsletter, 1000 messaggi SMS, oltre 100 fax, oltre 3.500 pagine viste nei siti internet associativi, assemblee affollate in molte Sezioni territoriali. Questi i numeri dell'attivit&#224; associativa, dalla sera del 1&#176; Dicembre - la circolare &#232; stata resa nota alle 18,30 e gi&#224; alle 21 tutti i soggetti registrati alla newsletter di Parchi Permanenti Italiani avevano ricevuto la comunicazione - fino al 12 del mese. Un lavoro importante, del quale hanno beneficiato i Soci, ai quali &#232; stato fornito il modulo per la presentazione dell'istanza, ed inevitabilmente anche soggetti non rappresentati, nell'ambito delle Amministrazioni comunali, nello spettacolo viaggiante e circense, nei parchi di permanenti di divertimento e tra le imprese costruttrici di attrazioni. </p>]]></content:encoded>
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								<item>
					<title>I Conferenza Nazionale del settore &#8220;Attrazioni per parchi di divertimento&#8221;</title>
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					<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 14:20:05 +0000</pubDate>
					<dc:creator>admin</dc:creator>
					<category domain="main">Leggi e finanze</category>					<guid isPermaLink="false">106@http://www.anesv.it/</guid>
					<description>Collaborare tutti per rappresentare le esigenze del settore agli interlocutori istituzionali. E&#8217; questo il messaggio emerso nel corso della prima Conferenza nazionale del settore &#8220;attrazioni per parchi di divertimento&#8221;. La manifestazione si &#232; svolta a Reggio Emilia il 16 settembre ed ha riunito i rappresentanti delle imprese costruttrici italiane, insieme alle loro associazioni locali di riferimento, CNA, API e Confindustria, e le organizzazioni di categoria degli esercenti con l&#8217;ANESV, Unionparchi, Snisv Cisl e Snav. Nell&#8217; intervento introduttivo, Andrea Munari, presidente di ANCASVI, che con il consorzio Fun Italian Export ha organizzato l'evento, ha presentato il settore affermando &#8220;Siamo  i costruttori di quelle macchine, spesso estremamente complesse, che nell&#8217;accezione pi&#249; comune vengono chiamate &#8220;Giostre&#8221;. Mi piace citare i prof. Basini e Lugli dell&#8217;universit&#224; di Parma che scrivono nel loro libro &#8220;L&#8217;affermazione dell&#8217;industria &#8211; Reggio Emilia 1940-1973&#8221; , .. &#8220;I costruttori dei sogni dei bambini&#8221;.  &#8230; -- definirli industriali &#232; indubbiamente esatto: complessit&#224; delle operazioni, degli impianti, l&#8217;organizzazione del lavoro, una certa ripetitivit&#224; delle lavorazioni lo esigono &#8211; tuttavia. Al fondo, abbiamo a che fare con dei &#8220;grandi maestri artigiani&#8221; che risolvono problemi delicati con l&#8217;inventiva vulcanica dello scienziato unita al tocco del pennello pi&#249; fine dell&#8217;artista, con un unico nobilissimo scopo finale: fare divertire i pi&#249; piccoli e far tornare fanciulli i pi&#249; grandi&#8221;. Egli ha quindi segnalato che &#8220;I dati ricavati dal sistema informativo nazionale per il commercio estero aggiornato al 12/2008 alla voce Giostre ed attrazioni per luna park indicano un export di 295 mil di &#8364; - (Il saldo positivo rispetto alle importazioni &#232; di 270 mil di &#8364; ) ed &#232; quindi ritornato sui livelli raggiunti prima della crisi del 2001). I dati raccolti da ANCASVI nel 2005 stimavano una produzione superiore ai 200mil &#8364; e la stima  del valore dell&#8217;indotto in circa il doppio ovvero 400 mil di Euro&#8221;.  Munari ha quindi presentato l' ANCASVI tracciandone la storia dal 1987, fino alla emanazione della norma tecnica italiana e quindi europea sulla sicurezza delle attrazioni, e ha commentato un sondaggio effettuato in Settembre segnalando che &#8220;Il numero di imprese stimato e di circa 200 delle quali il 65% &#232; in attivit&#224; da oltre vent'anni. Gli occupati nel settore sono circa 3.000&#8221;. Riguardo alla penetrazione nei mercati, il sondaggio ha rilevato che il 37% delle imprese esporta oltre il 60% della produzione, con picchi di oltre il 90%. Il 40% delle imprese esporta fino al 30% delle attrazioni realizzate. Il sondaggio ha anche consentito di valutare quali siano le principali problematiche del settore,  che nell'ordine sono state individuate nella concorrenza dei Paesi emergenti (60% degli intervistati), nei costi per la partecipazione alle fiere di settore (60%), nell'accesso al credito  (45,7%), negli aspetti burocratici (47,5%) ed alla ricerca e formazioni di personale specializzato (34,7%).  La rilevazione si &#232; occupata anche di registrare gli effetti della crisi economica mondiale, evidenziando che &#8220;Un buon 20% non l&#8217;ha avvertita; Mentre un 17% ha avuto cali contenuti (-10%), Il  34% un marcato calo fino al -20%. Un altro 22% ha avuto cali superiori al 20%, un 6% non ha risposto&#8221;. Munari ha quindi ricordato che &#8220;La tipologia del prodotto richiede competenze professionali, tecniche ed organizzative molto particolari. Fare divertire in sicurezza masse di pubblico stimabili in milioni di persone al giorno  non &#232; impresa facile. Il nostro primato &#232; possibile grazie alla sinergia che si realizza sul territorio attingendo le migliori professionalit&#224; e componenti di alta qualit&#224; che possiamo trovare nel tessuto imprenditoriale del territorio della nostra provincia, della regione e nelle province e regioni limitrofe. &#8230;  Tutte queste competenze sono difficilmente concentrate in una unica realt&#224; imprenditoriale e una volta realizzata l&#8217;attrazione, spesso siamo solo alla met&#224; dell&#8217;opera, abbiamo bisogno di altri specialisti: - dobbiamo eseguire l&#8217;iter di certificazione del prodotto, curare montaggi in Italia e all&#8217;estero,  spesso ripetere il collaudo alla presenza di   autorit&#224; locali. tutto questo processo e&#8217; possibile grazie alla crescita di eccellenze tecnico produttive che troviamo nel tessuto imprenditoriale in particolare in Emilia ed in Veneto, un insieme di imprenditori del fare, spesso con le case vicino alle fabbriche. Negli ultimi anni tanto si &#232; parlato di delocalizzazione. Non abbiamo ancora importanti segnali che ci riguardano, credo sia pi&#249; difficile che per altri settori ma qui oggi e anche piu&#8217; difficile sostenere la competizione internazionale. Siamo capaci di fare questa attivit&#224; e lo possiamo e lo vogliamo fare nei ns. territori, questo credo sia il desiderio dei ns. imprenditori. La crisi internazionale sta annullando i margini di resistenza e per noi potrebbe risultare difficile sopportare il protrarsi di situazioni di economia stagnante o l&#8217;aggravarsi di certe situazioni: Personalmente mi preoccupa anche la reazione dei mercati esteri ad un rapporto di cambio con il dollaro che si sta riavvicinando a valori di 1,5 e questo temo ci potrebbe mandare in crisi oltre l&#8217;immaginabile.&#8221; Avviandosi a concludere l'intervento, il presidente dei costruttori italiani ha affermato &#8220;Diamo il via libera ad una nuova prospettiva: un progetto unico e sinergico di collaborazione, che raccolga le varie individualit&#224; (imprese-consorzi-associazioni) per valorizzare appieno e meglio un progetto di leadership italiana dell&#8217;amusement.  Occorre andare oltre il classico progetto distrettuale. con il fine di tutelare il Made in Italy dell&#8217; Amusement in una forma che prevede la partecipazione di tutti i protagonisti, con l&#8217;aiuto delle amministrazioni locali, per accrescere forza  dialogo  e visibilit&#224;. Come associazione abbiamo bisogno di maggiore massa critica e maggiore coordinamento con tutte le associazioni di categoria (CNA-CONFINDUSTRIA-API) che sono qui con noi oggi, con le istituzioni nazionali quali (Ministero Attivit&#224; Produttive) e con le associazioni degli operatori (ANESV-AGIS-UNIONPARCHI). L' elevato standard qualitativo rende il nostro prodotto molto duraturo. Ci sono in circolazione nel mondo attrazioni fisse e mobili di 30\40 anni, che ancora lavorano. Quindi c&#8217;&#232; un mercato del nuovo, del semi nuovo, dell&#8217;usato. Ognuno ha le sue problematiche. Oggi con l&#8217;emergenza creata dalla crisi abbiamo anche un&#8217;ondata di questi prodotti usati che talvolta non trovano mercato per questioni burocratiche; autorizzazioni e/o problematiche doganali (dazi). Ci sono paradossi per i quali alcuni paesi tra i mercati emergenti non possono ricevere materiali usati (ancorch&#233; vengano richiesti dagli operatori). Sono gli stessi paesi che oggi ci fanno concorrenza nei mercati mondiali ed anche in Italia, (con prodotti spesso copiati) e fin qui di fatto &#232; normalit&#224;. Ma sono gli stessi paesi che ci impediscono di esportare l&#224; i nostri materiali usati) per vetuste normative nazionali spesso dovute a ragioni pi&#249; protezionistiche legate a vecchi modelli economici. Bisogna lavorare su questa mancanza di reciprocit&#224; commerciale in certi mercati e necessitiamo del supporto delle istituzioni nazionali. In Italia, il mercato del nuovo senza la permuta dei materiali usati &#232; praticamente fermo da anni.  Quanto pu&#242; resistere un settore che non ha anche un forte mercato nazionale ? &#8230;  Dobbiamo utilizzare in modo pi&#249; efficace e possibilmente aumentare i fondi che ci vengono messi a disposizione per la partecipazione alle fiere e aiuto all&#8217;esportazione.  Credo che la legge italiana 337 del 1968 del settore che riconosce, la funzione sociale dei parchi di divertimento e luna park vada &#8220;esportata&#8221; a livello europeo&#8221;.

E' seguito quindi l&#8217;intervento di Alberto Zamperla, presidente dell&#8217;omonimo gruppo.  &#8220;Siamo la parte viva del divertimento offerto nei parchi, perch&#233; siamo noi a creare le nuove attrazioni e concepire le esperienze da offrire al pubblico&#8221; ha affermato il noto imprenditore, evidenziando anche il mutamento del mercato dovuto all&#8217;ingresso dei fondi d&#8217;investimento nell&#8217;assetto proprietario dei grandi parchi di divertimento, i cui manager curano con grande attenzione la redditivit&#224; degli investimenti ma non sempre sanno &#8220;valutare le attrazioni con il parametro del sorriso&#8221; ovvero in termini di gradimento del pubblico per il tipo di esperienza offerto. Zamperla &#232; anche intervenuto sul tema delle difficolt&#224; dei parchi itineranti segnalando che a suo parere la scarsa attenzione al settore di alcuni  amministratori locali &#232; dovuta anche al fatto che in genere il luna park, e le manifestazioni collaterali, sono identiche a quelle dell&#8217;anno prima. Organizzando eventi innovativi sarebbe possibile recuperare l&#8217;interesse delle amministrazioni comunali.

Luciano Pareschi, vicepresidente dell&#8217;Unionparchi, ha commentato la scelta personale di lasciare il mondo dei parchi itineranti per realizzare un parco acquatico che si sta evolvendo in parco a tema. Ricordando le difficolt&#224; della categoria dalla quale la sua famiglia proviene, il titolare di Aqualandia si &#232; soffermato sul calo d&#8217;immagine dello spettacolo viaggiante itinerante, dovuto all&#8217;inserimento di soggetti che non hanno la dovuta professionalit&#224;. Egli ha evidenziato il fatto che il successo della sua struttura, il cui numero di visitatori &#232; cresciuto fortemente nella stagione appena conclusa, &#232; dovuto alla forte attenzione alla qualit&#224; dei servizi e delle realizzazioni ed alla cura degli aspetti legati alla sicurezza del pubblico. &#8220;La mia esperienza di esercente spettacoli viaggianti &#8211; ha detto Pareschi - mi ha insegnato molto, e grazie a queste abilit&#224;, Aqualandia &#232; cresciuta spendendo assai meno rispetto alle somme che altri avrebbero dovuto impegnare&#8221;.

E&#8217; seguito poi l&#8217;intervento di Gianni Da Ronche, presidente dell&#8217;ANESV, il quale ha ricordato che la storia dei costruttori di attrazioni fino agli anni &#8217;70, &#232; stata fortemente legata a quella degli esercenti, i quali hanno spesso collaborato allo studio ed alla realizzazione di nuove attrazioni. &#8220;Il calo degli introiti dovuto alla periferizzazione dei parchi itineranti, allontanati dalle aree centrali &#8211; ha affermato Da Ronche &#8211; si riflette ovviamente sugli investimenti, perch&#233; gli esercenti hanno sempre pi&#249; difficolt&#224; ad acquistare nuove attrazioni&#8220;. Da Ronche ha evidenziato l&#8217;incapacit&#224; di molti esercenti itineranti di cogliere i segni dei tempi e di imparare a competere con le nuove forme del divertimento,  comparse negli ultimi anni. Alcuni, ha sostenuto l&#8217;esponente dell&#8217;ANESV, hanno addirittura ritenuto di poter compensare la flessione degli incassi con l&#8217;aumento dei biglietti, creando una spirale che ha aumentato le perdite. Altro aspetto trattato nell&#8217;.intervento &#232; quello dei parchi permanenti, dei quali 45 sono rappresentati dall&#8217;ANESV. &#8220;I parchi a tema &#8211; &#232; stato evidenziato - hanno subito una flessione dell&#8217;ordine del 10% rispetto alla scorsa stagione, sfavoriti anche da un&#8217;estate calda e soleggiata, mentre gli acquatici hanno potuto beneficiare delle favorevoli condizioni del tempo, pur con qualche flessione negli incassi, dovuta ad un calo della spesa all&#8217;interno delle strutture&#8221;. Da Ronche ha anche ricordato le responsabilit&#224; della politica, che ha reso vane alcune delle previsioni della legge 337, la quale necessita ormai di una riscrittura. In merito al decreto 18 maggio 2007 sulla registrazione delle attrazioni, l&#8217;esponente dell&#8217;ANESV ha ricordato la necessit&#224; di un differimento del termine per i necessari adempimenti.

Tra gli interventi dei convenuti anche quello di Roberto Canovi, del portale Parksmania.it, il quale ha sottolineato il fatto che la presenza dei fondi d&#8217;investimento nei grandi parchi italiani sta costringendo i responsabili commercial a lanciare promozioni ai limiti del sostenibile &#8211; l&#8217;offerta di ingressi a 10 euro non risolvono certo i problemi di bilancio, ma il danno d&#8217;immagine rispetto al posizionamento nel mercato &#232; tutto da valutare &#8211; mentre sono assai pochi i parchi acquatici che, pur avendo registrato una buona stagione, sono comunque disposti ad effettuare investimenti importanti, e spesso si effettua solo qualche modifica agli scivoli.

La sessione pomeridiana &#232; stata aperta da Gianni Chiari, professionista e segretario dell&#8217;EAASI, il quale ha tenuto un appassionato intervento nel quale ha ricordato il determinante contributo dell&#8217;Italia nella emanazione della norma europea, e l&#8217; esigenza di curarne l&#8217;aggiornamento, a cinque anni dall&#8217;emanazione. Chiari ha sottolineato l&#8217;esigenza di armonizzare la norma europea con quella americana, per evitare che i costruttori debbano produrre attrazioni diversificandole sulla base del mercato al quale sono destinate. &#8220;Il lavoro di revisione &#232; iniziato in modo informale e, dopo la riunione di Roma (vedi lo SV n. 5\6) seguir&#224; in ottobre una sessione dei lavori ad Amsterdam, nel corso della quale sar&#224; affrontato anche il tema dell&#8217;accesso alle attrazioni di persone con disabilit&#224;&#8221;. Su quest&#8217; argomento, molto difficile da inserire in una norma tecnica per la necessit&#224; di non urtare le varie sensibilit&#224; e, nel contempo, di garantire la sicurezza senza creare discriminazioni, si &#232; deciso di procedere con coraggio. Gianni Chiari ha quindi commentato il concetto inglese di &#8220;by maturity&#8221; ed americano di &#8220;service proven&#8221;, i quali, pur con qualche differenza, confermano che &#232; logico ritenere che una macchina che per anni si &#232; dimostrata sicura ed efficiente, effettuate le dovute verifiche periodiche e la manutenzione, non debba essere soggetta all&#8217;adeguamento ad una norma tecnica emanata molti anni dopo. In merito ai giochi gonfiabili il segretario dell&#8217;EAASI ha criticato il recente pronunciamento dell&#8217;ANCI, evidenziando la incongruit&#224; di alcune indicazioni contenute nel documento, tra le quali l&#8217;et&#224; massima degli utilizzatori - individuata in 12 anni, a differenza della norma europea che la estende a 14- la prescrizione dell&#8217;anemometro, che la norma europea sostituisce con una valutazione empirica sulla base della scala di Beaufort e l&#8217;obbligo di vigilanzara diretta del titolare della licenza, che nel caso di un parco di grande dimensione imporrebbe addiritt la presenza dell&#8217;amministratore delegato.

E&#8217; seguito tra gli altri l&#8217;intervento di Jones Reverberi, costruttore e componente della Commissione consultiva ministeriale, ha ricordato il lavoro di riscrittura dell&#8217;elenco delle attrazioni (vedi lo SV n. 5-6) ed ha ricordato che le &#8220;citt&#224; che ospitano per qualche giorno il luna park sono migliori&#8221; perch&#233; le manifestazioni all&#8217;aperto favoriscono la socializzazione. &#8220;Le maggiori citt&#224; europee &#8211; ha segnalato Reverberi &#8211; come Monaco, Londra, Parigi ed Amsterdam, ospitano un luna park&#8221; mentre alcune grandi citt&#224; italiane hanno perso questa tradizione. In altri interventi sono stati evidenziati altri aspetti problematici, tra i quali quello del credito, del cambio sfavorevole che condiziona le esportazioni e della necessit&#224; di recuperare un mercato italiano da parte di imprese che esportano oltre il 90 per cento della loro produzione. Un dibattito, moderato come il resto dell&#8217;incontro da Michele Bertazzon, ha concluso la giornata.

Un bell&#8217;evento, quello di Reggio Emilia che ha fatto registrare da una parte una ritrovata sintonia tra gli esponenti delle imprese costruttrici italiane, sulla base dell&#8217;analisi dei problemi comuni e dell&#8217;esigenza di creare una massa critica che permetta al settore di affrontare le difficolt&#224; recuperando una interlocuzione con le istituzioni. Anche tra le associazioni dei gestori di attrazioni viaggianti e parchi di divertimento &#232; emersa l&#8217;esigenza di fare fronte comune con il settore della produzione per richiedere una nuova attenzione da parte del mondo politico. 

Maurizio Crisanti</description>
					<content:encoded><![CDATA[<p>Collaborare tutti per rappresentare le esigenze del settore agli interlocutori istituzionali. E&#8217; questo il messaggio emerso nel corso della prima Conferenza nazionale del settore &#8220;attrazioni per parchi di divertimento&#8221;. La manifestazione si &#232; svolta a Reggio Emilia il 16 settembre ed ha riunito i rappresentanti delle imprese costruttrici italiane, insieme alle loro associazioni locali di riferimento, CNA, API e Confindustria, e le organizzazioni di categoria degli esercenti con l&#8217;ANESV, Unionparchi, Snisv Cisl e Snav. Nell&#8217; intervento introduttivo, Andrea Munari, presidente di ANCASVI, che con il consorzio Fun Italian Export ha organizzato l'evento, ha presentato il settore affermando &#8220;Siamo  i costruttori di quelle macchine, spesso estremamente complesse, che nell&#8217;accezione pi&#249; comune vengono chiamate &#8220;Giostre&#8221;. Mi piace citare i prof. Basini e Lugli dell&#8217;universit&#224; di Parma che scrivono nel loro libro &#8220;L&#8217;affermazione dell&#8217;industria &#8211; Reggio Emilia 1940-1973&#8221; , .. &#8220;I costruttori dei sogni dei bambini&#8221;.  &#8230; -- definirli industriali &#232; indubbiamente esatto: complessit&#224; delle operazioni, degli impianti, l&#8217;organizzazione del lavoro, una certa ripetitivit&#224; delle lavorazioni lo esigono &#8211; tuttavia. Al fondo, abbiamo a che fare con dei &#8220;grandi maestri artigiani&#8221; che risolvono problemi delicati con l&#8217;inventiva vulcanica dello scienziato unita al tocco del pennello pi&#249; fine dell&#8217;artista, con un unico nobilissimo scopo finale: fare divertire i pi&#249; piccoli e far tornare fanciulli i pi&#249; grandi&#8221;. Egli ha quindi segnalato che &#8220;I dati ricavati dal sistema informativo nazionale per il commercio estero aggiornato al 12/2008 alla voce Giostre ed attrazioni per luna park indicano un export di 295 mil di &#8364; - (Il saldo positivo rispetto alle importazioni &#232; di 270 mil di &#8364; ) ed &#232; quindi ritornato sui livelli raggiunti prima della crisi del 2001). I dati raccolti da ANCASVI nel 2005 stimavano una produzione superiore ai 200mil &#8364; e la stima  del valore dell&#8217;indotto in circa il doppio ovvero 400 mil di Euro&#8221;.  Munari ha quindi presentato l' ANCASVI tracciandone la storia dal 1987, fino alla emanazione della norma tecnica italiana e quindi europea sulla sicurezza delle attrazioni, e ha commentato un sondaggio effettuato in Settembre segnalando che &#8220;Il numero di imprese stimato e di circa 200 delle quali il 65% &#232; in attivit&#224; da oltre vent'anni. Gli occupati nel settore sono circa 3.000&#8221;. Riguardo alla penetrazione nei mercati, il sondaggio ha rilevato che il 37% delle imprese esporta oltre il 60% della produzione, con picchi di oltre il 90%. Il 40% delle imprese esporta fino al 30% delle attrazioni realizzate. Il sondaggio ha anche consentito di valutare quali siano le principali problematiche del settore,  che nell'ordine sono state individuate nella concorrenza dei Paesi emergenti (60% degli intervistati), nei costi per la partecipazione alle fiere di settore (60%), nell'accesso al credito  (45,7%), negli aspetti burocratici (47,5%) ed alla ricerca e formazioni di personale specializzato (34,7%).  La rilevazione si &#232; occupata anche di registrare gli effetti della crisi economica mondiale, evidenziando che &#8220;Un buon 20% non l&#8217;ha avvertita; Mentre un 17% ha avuto cali contenuti (-10%), Il  34% un marcato calo fino al -20%. Un altro 22% ha avuto cali superiori al 20%, un 6% non ha risposto&#8221;. Munari ha quindi ricordato che &#8220;La tipologia del prodotto richiede competenze professionali, tecniche ed organizzative molto particolari. Fare divertire in sicurezza masse di pubblico stimabili in milioni di persone al giorno  non &#232; impresa facile. Il nostro primato &#232; possibile grazie alla sinergia che si realizza sul territorio attingendo le migliori professionalit&#224; e componenti di alta qualit&#224; che possiamo trovare nel tessuto imprenditoriale del territorio della nostra provincia, della regione e nelle province e regioni limitrofe. &#8230;  Tutte queste competenze sono difficilmente concentrate in una unica realt&#224; imprenditoriale e una volta realizzata l&#8217;attrazione, spesso siamo solo alla met&#224; dell&#8217;opera, abbiamo bisogno di altri specialisti: - dobbiamo eseguire l&#8217;iter di certificazione del prodotto, curare montaggi in Italia e all&#8217;estero,  spesso ripetere il collaudo alla presenza di   autorit&#224; locali. tutto questo processo e&#8217; possibile grazie alla crescita di eccellenze tecnico produttive che troviamo nel tessuto imprenditoriale in particolare in Emilia ed in Veneto, un insieme di imprenditori del fare, spesso con le case vicino alle fabbriche. Negli ultimi anni tanto si &#232; parlato di delocalizzazione. Non abbiamo ancora importanti segnali che ci riguardano, credo sia pi&#249; difficile che per altri settori ma qui oggi e anche piu&#8217; difficile sostenere la competizione internazionale. Siamo capaci di fare questa attivit&#224; e lo possiamo e lo vogliamo fare nei ns. territori, questo credo sia il desiderio dei ns. imprenditori. La crisi internazionale sta annullando i margini di resistenza e per noi potrebbe risultare difficile sopportare il protrarsi di situazioni di economia stagnante o l&#8217;aggravarsi di certe situazioni: Personalmente mi preoccupa anche la reazione dei mercati esteri ad un rapporto di cambio con il dollaro che si sta riavvicinando a valori di 1,5 e questo temo ci potrebbe mandare in crisi oltre l&#8217;immaginabile.&#8221; Avviandosi a concludere l'intervento, il presidente dei costruttori italiani ha affermato &#8220;Diamo il via libera ad una nuova prospettiva: un progetto unico e sinergico di collaborazione, che raccolga le varie individualit&#224; (imprese-consorzi-associazioni) per valorizzare appieno e meglio un progetto di leadership italiana dell&#8217;amusement.  Occorre andare oltre il classico progetto distrettuale. con il fine di tutelare il Made in Italy dell&#8217; Amusement in una forma che prevede la partecipazione di tutti i protagonisti, con l&#8217;aiuto delle amministrazioni locali, per accrescere forza  dialogo  e visibilit&#224;. Come associazione abbiamo bisogno di maggiore massa critica e maggiore coordinamento con tutte le associazioni di categoria (CNA-CONFINDUSTRIA-API) che sono qui con noi oggi, con le istituzioni nazionali quali (Ministero Attivit&#224; Produttive) e con le associazioni degli operatori (ANESV-AGIS-UNIONPARCHI). L' elevato standard qualitativo rende il nostro prodotto molto duraturo. Ci sono in circolazione nel mondo attrazioni fisse e mobili di 30\40 anni, che ancora lavorano. Quindi c&#8217;&#232; un mercato del nuovo, del semi nuovo, dell&#8217;usato. Ognuno ha le sue problematiche. Oggi con l&#8217;emergenza creata dalla crisi abbiamo anche un&#8217;ondata di questi prodotti usati che talvolta non trovano mercato per questioni burocratiche; autorizzazioni e/o problematiche doganali (dazi). Ci sono paradossi per i quali alcuni paesi tra i mercati emergenti non possono ricevere materiali usati (ancorch&#233; vengano richiesti dagli operatori). Sono gli stessi paesi che oggi ci fanno concorrenza nei mercati mondiali ed anche in Italia, (con prodotti spesso copiati) e fin qui di fatto &#232; normalit&#224;. Ma sono gli stessi paesi che ci impediscono di esportare l&#224; i nostri materiali usati) per vetuste normative nazionali spesso dovute a ragioni pi&#249; protezionistiche legate a vecchi modelli economici. Bisogna lavorare su questa mancanza di reciprocit&#224; commerciale in certi mercati e necessitiamo del supporto delle istituzioni nazionali. In Italia, il mercato del nuovo senza la permuta dei materiali usati &#232; praticamente fermo da anni.  Quanto pu&#242; resistere un settore che non ha anche un forte mercato nazionale ? &#8230;  Dobbiamo utilizzare in modo pi&#249; efficace e possibilmente aumentare i fondi che ci vengono messi a disposizione per la partecipazione alle fiere e aiuto all&#8217;esportazione.  Credo che la legge italiana 337 del 1968 del settore che riconosce, la funzione sociale dei parchi di divertimento e luna park vada &#8220;esportata&#8221; a livello europeo&#8221;.</p>

<p>E' seguito quindi l&#8217;intervento di Alberto Zamperla, presidente dell&#8217;omonimo gruppo.  &#8220;Siamo la parte viva del divertimento offerto nei parchi, perch&#233; siamo noi a creare le nuove attrazioni e concepire le esperienze da offrire al pubblico&#8221; ha affermato il noto imprenditore, evidenziando anche il mutamento del mercato dovuto all&#8217;ingresso dei fondi d&#8217;investimento nell&#8217;assetto proprietario dei grandi parchi di divertimento, i cui manager curano con grande attenzione la redditivit&#224; degli investimenti ma non sempre sanno &#8220;valutare le attrazioni con il parametro del sorriso&#8221; ovvero in termini di gradimento del pubblico per il tipo di esperienza offerto. Zamperla &#232; anche intervenuto sul tema delle difficolt&#224; dei parchi itineranti segnalando che a suo parere la scarsa attenzione al settore di alcuni  amministratori locali &#232; dovuta anche al fatto che in genere il luna park, e le manifestazioni collaterali, sono identiche a quelle dell&#8217;anno prima. Organizzando eventi innovativi sarebbe possibile recuperare l&#8217;interesse delle amministrazioni comunali.</p>

<p>Luciano Pareschi, vicepresidente dell&#8217;Unionparchi, ha commentato la scelta personale di lasciare il mondo dei parchi itineranti per realizzare un parco acquatico che si sta evolvendo in parco a tema. Ricordando le difficolt&#224; della categoria dalla quale la sua famiglia proviene, il titolare di Aqualandia si &#232; soffermato sul calo d&#8217;immagine dello spettacolo viaggiante itinerante, dovuto all&#8217;inserimento di soggetti che non hanno la dovuta professionalit&#224;. Egli ha evidenziato il fatto che il successo della sua struttura, il cui numero di visitatori &#232; cresciuto fortemente nella stagione appena conclusa, &#232; dovuto alla forte attenzione alla qualit&#224; dei servizi e delle realizzazioni ed alla cura degli aspetti legati alla sicurezza del pubblico. &#8220;La mia esperienza di esercente spettacoli viaggianti &#8211; ha detto Pareschi - mi ha insegnato molto, e grazie a queste abilit&#224;, Aqualandia &#232; cresciuta spendendo assai meno rispetto alle somme che altri avrebbero dovuto impegnare&#8221;.</p>

<p>E&#8217; seguito poi l&#8217;intervento di Gianni Da Ronche, presidente dell&#8217;ANESV, il quale ha ricordato che la storia dei costruttori di attrazioni fino agli anni &#8217;70, &#232; stata fortemente legata a quella degli esercenti, i quali hanno spesso collaborato allo studio ed alla realizzazione di nuove attrazioni. &#8220;Il calo degli introiti dovuto alla periferizzazione dei parchi itineranti, allontanati dalle aree centrali &#8211; ha affermato Da Ronche &#8211; si riflette ovviamente sugli investimenti, perch&#233; gli esercenti hanno sempre pi&#249; difficolt&#224; ad acquistare nuove attrazioni&#8220;. Da Ronche ha evidenziato l&#8217;incapacit&#224; di molti esercenti itineranti di cogliere i segni dei tempi e di imparare a competere con le nuove forme del divertimento,  comparse negli ultimi anni. Alcuni, ha sostenuto l&#8217;esponente dell&#8217;ANESV, hanno addirittura ritenuto di poter compensare la flessione degli incassi con l&#8217;aumento dei biglietti, creando una spirale che ha aumentato le perdite. Altro aspetto trattato nell&#8217;.intervento &#232; quello dei parchi permanenti, dei quali 45 sono rappresentati dall&#8217;ANESV. &#8220;I parchi a tema &#8211; &#232; stato evidenziato - hanno subito una flessione dell&#8217;ordine del 10% rispetto alla scorsa stagione, sfavoriti anche da un&#8217;estate calda e soleggiata, mentre gli acquatici hanno potuto beneficiare delle favorevoli condizioni del tempo, pur con qualche flessione negli incassi, dovuta ad un calo della spesa all&#8217;interno delle strutture&#8221;. Da Ronche ha anche ricordato le responsabilit&#224; della politica, che ha reso vane alcune delle previsioni della legge 337, la quale necessita ormai di una riscrittura. In merito al decreto 18 maggio 2007 sulla registrazione delle attrazioni, l&#8217;esponente dell&#8217;ANESV ha ricordato la necessit&#224; di un differimento del termine per i necessari adempimenti.</p>

<p>Tra gli interventi dei convenuti anche quello di Roberto Canovi, del portale Parksmania.it, il quale ha sottolineato il fatto che la presenza dei fondi d&#8217;investimento nei grandi parchi italiani sta costringendo i responsabili commercial a lanciare promozioni ai limiti del sostenibile &#8211; l&#8217;offerta di ingressi a 10 euro non risolvono certo i problemi di bilancio, ma il danno d&#8217;immagine rispetto al posizionamento nel mercato &#232; tutto da valutare &#8211; mentre sono assai pochi i parchi acquatici che, pur avendo registrato una buona stagione, sono comunque disposti ad effettuare investimenti importanti, e spesso si effettua solo qualche modifica agli scivoli.</p>

<p>La sessione pomeridiana &#232; stata aperta da Gianni Chiari, professionista e segretario dell&#8217;EAASI, il quale ha tenuto un appassionato intervento nel quale ha ricordato il determinante contributo dell&#8217;Italia nella emanazione della norma europea, e l&#8217; esigenza di curarne l&#8217;aggiornamento, a cinque anni dall&#8217;emanazione. Chiari ha sottolineato l&#8217;esigenza di armonizzare la norma europea con quella americana, per evitare che i costruttori debbano produrre attrazioni diversificandole sulla base del mercato al quale sono destinate. &#8220;Il lavoro di revisione &#232; iniziato in modo informale e, dopo la riunione di Roma (vedi lo SV n. 5\6) seguir&#224; in ottobre una sessione dei lavori ad Amsterdam, nel corso della quale sar&#224; affrontato anche il tema dell&#8217;accesso alle attrazioni di persone con disabilit&#224;&#8221;. Su quest&#8217; argomento, molto difficile da inserire in una norma tecnica per la necessit&#224; di non urtare le varie sensibilit&#224; e, nel contempo, di garantire la sicurezza senza creare discriminazioni, si &#232; deciso di procedere con coraggio. Gianni Chiari ha quindi commentato il concetto inglese di &#8220;by maturity&#8221; ed americano di &#8220;service proven&#8221;, i quali, pur con qualche differenza, confermano che &#232; logico ritenere che una macchina che per anni si &#232; dimostrata sicura ed efficiente, effettuate le dovute verifiche periodiche e la manutenzione, non debba essere soggetta all&#8217;adeguamento ad una norma tecnica emanata molti anni dopo. In merito ai giochi gonfiabili il segretario dell&#8217;EAASI ha criticato il recente pronunciamento dell&#8217;ANCI, evidenziando la incongruit&#224; di alcune indicazioni contenute nel documento, tra le quali l&#8217;et&#224; massima degli utilizzatori - individuata in 12 anni, a differenza della norma europea che la estende a 14- la prescrizione dell&#8217;anemometro, che la norma europea sostituisce con una valutazione empirica sulla base della scala di Beaufort e l&#8217;obbligo di vigilanzara diretta del titolare della licenza, che nel caso di un parco di grande dimensione imporrebbe addiritt la presenza dell&#8217;amministratore delegato.</p>

<p>E&#8217; seguito tra gli altri l&#8217;intervento di Jones Reverberi, costruttore e componente della Commissione consultiva ministeriale, ha ricordato il lavoro di riscrittura dell&#8217;elenco delle attrazioni (vedi lo SV n. 5-6) ed ha ricordato che le &#8220;citt&#224; che ospitano per qualche giorno il luna park sono migliori&#8221; perch&#233; le manifestazioni all&#8217;aperto favoriscono la socializzazione. &#8220;Le maggiori citt&#224; europee &#8211; ha segnalato Reverberi &#8211; come Monaco, Londra, Parigi ed Amsterdam, ospitano un luna park&#8221; mentre alcune grandi citt&#224; italiane hanno perso questa tradizione. In altri interventi sono stati evidenziati altri aspetti problematici, tra i quali quello del credito, del cambio sfavorevole che condiziona le esportazioni e della necessit&#224; di recuperare un mercato italiano da parte di imprese che esportano oltre il 90 per cento della loro produzione. Un dibattito, moderato come il resto dell&#8217;incontro da Michele Bertazzon, ha concluso la giornata.</p>

<p>Un bell&#8217;evento, quello di Reggio Emilia che ha fatto registrare da una parte una ritrovata sintonia tra gli esponenti delle imprese costruttrici italiane, sulla base dell&#8217;analisi dei problemi comuni e dell&#8217;esigenza di creare una massa critica che permetta al settore di affrontare le difficolt&#224; recuperando una interlocuzione con le istituzioni. Anche tra le associazioni dei gestori di attrazioni viaggianti e parchi di divertimento &#232; emersa l&#8217;esigenza di fare fronte comune con il settore della produzione per richiedere una nuova attenzione da parte del mondo politico. </p>

<p>Maurizio Crisanti</p>]]></content:encoded>
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					<title>Assemblea dell'ANESV</title>
					<link>http://www.anesv.it/articoli.php?title=assemblea_dell_anesv&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1</link>
					<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 09:47:30 +0000</pubDate>
					<dc:creator>admin</dc:creator>
					<category domain="main">Leggi e finanze</category>					<guid isPermaLink="false">99@http://www.anesv.it/</guid>
					<description>Si &#232; tenuta il 19 maggio scorso l'Assemblea generale dei d legati dell'ANESV, convocata per adempimenti di bilancio e per un confronto sui principali temi che riguardano l'esercizio. Il presidente Da Ronche ha introdotto i lavori con un'ampia relazione, informando i delegati sui rapporti con il Ministero dell' interno a seguito della richiesta di proroga del termine per la registrazione di tutte le attrazioni in esercizio, oltre diecimila senza contare i giochi a gettone. Questo adempimento - ha detto da Ronche - non deve essere svolto in maniera affrettata solo perch&#232; a pochi mesi dalla decorrenza del termine non sono state ancora diffuse le disposizioni applicative. Si &#232; poi passati ad affrontare il tema dei corsi di formazione che abilitano gli esercenti ad attestare il corretto montaggio delle attrazioni, oggi affidato a tecnici. L'Associazione ha infatti ottenuto l'abilitazione dal Ministero dell'interno ed entro la fine del mese il primo corso di venti partecipanti sar&#224; tenuto presso l'unione AGIS di Padova. Il presidente dell'ANESV ha anche riferito ai presenti sulle iniziative intraprese a favore degli esercenti abruzzesi danneggiati dal terremoto. Anche se non si registrano danni alle attrazioni - ha detto Da Ronche - sono stati soppressi numerosi festeggiamenti cittadini, anche in localit&#224; della costa, non colpite dal sisma. Per sostenere questi colleghi l'ANESV ha organizzato una raccolta di fondi ed ha richiesto al Ministro Bondi di modificare la procedura di erogazione dei contributi ministeriali per eventi fortuiti, in modo da consentire alle imprese di poter accedere senza dover attendere la fine dell'anno per presentare l'istanza. Sul tema delle forniture di energia elettrica, l' ANESV sta elaborando le osservazioni al documento di consultazione predisposto dall'Autorit&#224; per l'energia elettrica ed il gas, al fine di dare il contributo della categoria alla elaborazione di una nuova disciplina, che dovrebbe essere emanata prima della fine dell'anno. L'assemblea ha quindi esaminato il bilancio consuntivo 2008, approvato all' unanimit&#224; dopo le valutazioni dei presenti.
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					<content:encoded><![CDATA[<p>Si &#232; tenuta il 19 maggio scorso l'Assemblea generale dei d legati dell'ANESV, convocata per adempimenti di bilancio e per un confronto sui principali temi che riguardano l'esercizio. Il presidente Da Ronche ha introdotto i lavori con un'ampia relazione, informando i delegati sui rapporti con il Ministero dell' interno a seguito della richiesta di proroga del termine per la registrazione di tutte le attrazioni in esercizio, oltre diecimila senza contare i giochi a gettone. Questo adempimento - ha detto da Ronche - non deve essere svolto in maniera affrettata solo perch&#232; a pochi mesi dalla decorrenza del termine non sono state ancora diffuse le disposizioni applicative. Si &#232; poi passati ad affrontare il tema dei corsi di formazione che abilitano gli esercenti ad attestare il corretto montaggio delle attrazioni, oggi affidato a tecnici. L'Associazione ha infatti ottenuto l'abilitazione dal Ministero dell'interno ed entro la fine del mese il primo corso di venti partecipanti sar&#224; tenuto presso l'unione AGIS di Padova. Il presidente dell'ANESV ha anche riferito ai presenti sulle iniziative intraprese a favore degli esercenti abruzzesi danneggiati dal terremoto. Anche se non si registrano danni alle attrazioni - ha detto Da Ronche - sono stati soppressi numerosi festeggiamenti cittadini, anche in localit&#224; della costa, non colpite dal sisma. Per sostenere questi colleghi l'ANESV ha organizzato una raccolta di fondi ed ha richiesto al Ministro Bondi di modificare la procedura di erogazione dei contributi ministeriali per eventi fortuiti, in modo da consentire alle imprese di poter accedere senza dover attendere la fine dell'anno per presentare l'istanza. Sul tema delle forniture di energia elettrica, l' ANESV sta elaborando le osservazioni al documento di consultazione predisposto dall'Autorit&#224; per l'energia elettrica ed il gas, al fine di dare il contributo della categoria alla elaborazione di una nuova disciplina, che dovrebbe essere emanata prima della fine dell'anno. L'assemblea ha quindi esaminato il bilancio consuntivo 2008, approvato all' unanimit&#224; dopo le valutazioni dei presenti.</p>
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