Aree demaniali. Quale la tariffa applicabile?

Aree demaniali. Quale la tariffa applicabile?

Art. 11.   Per  le  installazioni degli impianti dei circhi e dello spettacolo viaggiante  sul  suolo demaniale si applicano le tariffe previste per le occupazioni di suolo pubblico comunale.” Così recita la legge 337\1968. Dunque gli abbattimenti ottenuti dall’ANESV sulla TOSAP a livello nazionale, e sui canoni determinati da numerose Amministrazioni comunali, si applicano anche ai beni demaniali. Sembra facile no? Ma non è esattamente così. Si fa presto a dire “demanio”, che è invece suddiviso in demanio degli enti locali (comunale, provinciale o regionale) e demanio dello Stato. Da questa classificazione conseguono diverse modalità di calcolo per la tariffa di occupazione. Per capire di più abbiamo chiesto un chiarimento all’Agenzia del demanio, che nella nota che pubblichiamo fa chiarezza riguardo ai canoni.

L’Agenzia chiarisce che le tariffe per l’occupazione di suolo pubblico si applicano al suolo, ed ai beni demaniali, dei Comuni. Cosa diversa è il demanio dello Stato, marittimo in genere. La concessione di queste aree demaniali è soggetta a norme proprie. La categoria del demanio marittimo è individuata dall’art. 28 del codice della navigazione, ai sensi del quale “Fanno parte del demanio marittimo: a) il lido, la spiaggia, i porti, le rade; b) le lagune, le foci dei fiumi che sboccano in mare, i bacini di acqua salsa o salmastra che almeno durante una parte dell’anno comunicano liberamente con il mare; c) i canali utilizzabili ad uso pubblico marittimo”. La norma compie una specificazione ed un ampliamento di quanto disposto dall’art. 822, comma 1, del Codice Civile, che considera appartenenti al demanio pubblico il lido del mare, la spiaggia, le rade ed i porti.

In sostanza, per l’occupazione di beni ed aree del demanio comunale si applicano le tariffe per l’occupazione dei suolo pubblico, mentre per le aree site sul lungomare, nei porti, o per spazi gestiti dall’Agenzia del demanio, si fa riferimento ai canoni demaniali.

Le funzioni amministrative in materia di Demanio Marittimo, espletate dalle Capitanerie di Porto, sono state infatti conferite alle Regioni con D.Lgs. 31 marzo 1998 n. 112, che le hanno poi trasferite in genere ai Comuni. La proprietà delle aree demaniali marittime, tuttavia, appartiene ancora allo Stato che riscuote, per il tramite dei Comuni, i canoni dovuti per l’uso delle aree demaniali dello Stato. Tali canoni vengono calcolati dall’ufficio comunale in base a disposizioni di legge, applicando tariffe stabilite dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. (M. C.)

 

Riassumendo:

Per l’occupazione di beni ed aree del demanio comunale si applicano le tariffe comunali per l’occupazione dei suolo pubblico (TOSAP o COSAP) mentre per le aree site sul lungomare, nei porti, o per spazi gestiti dall’Agenzia del demanio, si fa riferimento ai canoni demaniali statali.